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L’Evoluzione della specie. Da invenzione a creazione: le forme della carrozzeria (parte 2)

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Nella prima parte dell’articolo abbiamo visto la classificazione, in segmenti, delle automobili di odierna produzione. La seconda ed ultima parte è dedicata alle forme della carrozzeria con le loro denominazioni (1). In essa vedremo altresì descritte le auto prodotte in esemplari speciali ed in numero limitato (2); la suddivisione dei marchi automobilistici in base allo standard di produzione (3); le categorie in cui esse vengono suddivise a fini commerciali (4); ed in ultimo si farà un breve accenno alle auto sportive da competizione (5) ed ai Saloni delle auto nel mondo ed ai musei in Italia (6).

 

  1. I tipi di carrozzeria

 

Berlina: autovettura con carrozzeria chiusa ossia con tetto fisso dotata di due, tre, quattro o cinque porte; l’abitacolo può ospitare fino a 7 passeggeri (2+3+2) compreso il conducente; le prime autovetture di questo tipo erano a tre volumi, e potevano trasportare fino a 6 persone su due file di sedili (3+3). Tale carrozzeria prende il nome dalle prime carrozze a tetto rigido che furono realizzate a partire dalla seconda metà del 1600 (XVII secolo): esse avevano quattro ruote, due o quattro porte dotate di finestrini in vetro, ed erano anche munite di sospensioni elastiche (a cinghioni di cuoio). La prima carrozza di questo tipo fu realizzata proprio a Berlino (ecco perché tale nome, ripreso più tardi anche per definire le autovetture) nel 1660 dall’architetto e ingegnere piemontese Filippo Di Chiese. Le autovetture tipo berlina si distinguono in base ai volumi (o masse) della carrozzeria che possono essere: uno, due, due e ½ e tre.

 

Berlina 2 Volumi: autovettura dalla linea cuneiforme che presenta un vano bagagli non disgiunto dall’abitacolo e si caratterizza per uno sbalzo ridotto tra asse delle ruote posteriori e parte finale della carrozzeria. Il termine due volumi (Two box) sta ad indicare che la carrozzeria è costituita da due masse, ossia, cofano motore e abitacolo; al vano bagagli si accede mediante un portellone che incorpora il lunotto, può avere 3 o 5 porte. Un esempio di berlina due volumi è la Alfa Romeo Giulietta (foto in basso).

 

Berlina 2 Volumi e mezzo: questo tipo di autovettura è una via di mezzo tra la berlina 2 volumi e quella 3 volumi. La carrozzeria nella parte posteriore, termina con una coda di ridotte dimensioni con l’accenno di un piccolo baule; un portellone permette di accedere al vano bagagli e lo sbalzo posteriore è maggiore di quello delle auto con carrozzeria due volumi. Un esempio di berlina due volumi e mezzo è la Fiat Brava in produzione dal 1995 al 2001 (foto in basso) o ancora la Fiat Viaggio prodotta in Cina, dal 2012 al 2017, e destinata esclusivamente al mercato cinese.

 

Berlina 3 Volumi: l’autovettura a 3 volumi (Three box) termina posteriormente con la coda ed è dunque più lunga delle berline 2 volumi e 2 volumi e mezzo, rispetto ad esse ha uno sbalzo posteriore nettamente maggiore; ha quattro porte, non è dotata di portellone ma di un semplice portello a chiusura del cofano bagagli; il lunotto è fisso alla carrozzeria. Un esempio di berlina 3 volumi è l’Audi A4 (in foto).

 

Berlina Sportiva: le berline sportive possono essere 2 volumi, 2 volumi e mezzo o 3 volumi ed anche con carrozzeria station wagon. Hanno motori più potenti delle normali berline e la carrozzeria è dotata di prese d’aria (anteriori, laterali e sul cofano motore), spoiler, alettoni, bandelle laterali, ecc.., che migliorano l’aerodinamica rendendole anche più ricercate ed attraenti esteticamente. Sono dotate di assetto ribassato e cerchi in lega con pneumatici maggiorati; gli interni ed il cruscotto spiccano per un forte richiamo alla sportività; loro caratteristiche principali sono le doti prestazionali in termini di accelerazione, velocità e tenuta di strada. Un esempio di berlina sportiva è la BMW M 3 (in foto).

 

Berlina Aerodinamica (berlina profilata): si distingue dalle normali berline a 2 o 3 volumi, per il profilo più basso e marcatamente aerodinamico; Viene definita anche “Coupé 4 porte”. Il modello che più rappresenta tale tipo di berlina è la Mercedes CLS (foto in basso); tra le altre si citano la Audi A7 Sportback e la Mercedes CLA che risulta la berlina 3 volumi col migliore coefficiente aerodinamico mai raggiunto prima (Cx 0,22) e la BMW Serie 6 Gran Coupé, la Volkswagen Arteon. La berlina aerodinamica viene definita anche: gran coupé, berlina coupé, coupé 4 porte, berlina sportback, confort-coupé.

 

Station Wagon (Berlina 2 Volumi Station Wagon): l’autovettura con carrozzeria station wagon deriva direttamente dalla berlina 2 volumi o 3 volumi; conserva la stessa forma dei volumi destinati al motore e all’abitacolo, ma si differenzia da esse per il tetto allungato ed il portellone posteriore verticale o inclinato con incorporato il lunotto. La caratteristica peculiare di essa è la versatilità di utilizzo dovuta principalmente all’importante capacità di carico del bagagliaio che si amplifica maggiormente con l’abbattimento del divano posteriore. Non avendo un cofano posteriore come le 3 volumi, viene definita anche “berlina 2 volumi station wagon”. Ha assunto nel tempo diverse denominazioni: giardinetta, familiare, sport-tourer, wagon, sportwagon, avant, brake, sportbrake, shooting brake, touring, sporter, ecc. In foto la Renault Talisman Sporter.

 

Monovolume: la berlina con carrozzeria monovolume (One-box) si distingue dalle berline 2 e 3 volumi perché il suo profilo è pressoché continuo: in essa non c’è una netta separazione tra la linea del cofano motore e quella del parabrezza, come tra l’abitacolo ed il bagagliaio. E’ più alta delle berline perché la sua morfologia è incentrata sulla spaziosità dell’abitacolo. Lo spazio interno, non essendo suddiviso in volumi, risulta dunque uniforme a vantaggio dell’abitabilità che è garantita dalla sua forma e dalle ampie vetrature di cui è dotata. Ha quattro porte più il portellone posteriore disposto in posizione verticale, e può ospitare fino a 7 passeggeri, compreso il conducente. Un esempio di autovettura monovolume è la Ford S-Max (in foto).

 

Coupé: l’autovettura con carrozzeria coupé può essere 2 volumi, 2 volumi e mezzo o 3 volumi, ha soltanto due porte ed il suo abitacolo ospita due o al massimo quattro passeggeri (in alcune i posti posteriori offrono spazio solo a persone di bassa statura e vengono per questo dette coupé 2+2). Essa può derivare dalla berlina o essere realizzata come modello avente esclusivamente tale forma di carrozzeria (coupé originale). La coupé si presenta, rispetto alle berline, con una linea sportiveggiante, dunque dal profilo basso e slanciato; viene dotata di motori più potenti che ne enfatizzano le prestazioni. Un esempio di autovettura coupé è la Audi A 5 Coupé (3 volumi), visibile nella foto.

 

GT Gran Turismo: la “gran turismo” o “gran tourer” è una autovettura con prestazioni elevate, dotata di finiture di lusso e adatta alle alte percorrenze, grazie al confort e allo spazio che offre ai passeggeri. La GT Gran Turismo può essere coupé (sportiva 2 porte, con 4 posti o in versione 2+2) o berlina (carrozzeria 2 volumi con 5 porte e 5 posti) quest’ultima presentandosi più alta e spaziosa di una normale autovettura 2 volumi. Tipici esempi di autovetture sportive Gran Turismo sono: la Maserati Gran Turismo, la Ferrari GTC4 Lusso, e la Bentley Continental GT; mentre per la berlina Gran Turismo un esempio è la BMW Serie 6 Gran Turismo (foto in basso) prodotta dal 2017 in sostituzione della BMW Serie 5 Gran Turismo.

 

Hatchback: il termine definisce, in lingua inglese, una berlina due volumi dotata di portellone con il lunotto incorporato in esso. La berlina due volumi o hatchback, nacque in Francia, negli anni ’30, dalla trasformazione delle berlina 3 volumi aggiungendo il portellone presente nelle familiari (vedi berlina 2 volumi).

Fastback: con tale termine inglese, il cui significato è “coda veloce”, si definisce la berlina o la coupé 2 volumi rastremata, ossia con portellone fortemente inclinato (l’angolo formato tra la base del lunotto ed il tetto è inferiore a 30 gradi). Oggi tali autovetture vengono definite anche col termine berlina sportback o coupé sportback. Un esempio di questo tipo di autovettura, per le berline, è la Audi A7 Sportback (foto in basso), mentre per le Coupé è la Ford Mustang del 2015 (vedi anche berlina aerodinamica).

 

Sedan: negli Stati Uniti, in Canada e Australia si definisce “sedan” la berlina 3 volumi. Alcuni modelli commercializzati oggi, in Italia sono definiti appunto “sedan” come l’Audi A3 e l’Opel Astra, prodotte appunto in versione 3 volumi. La berlina 3 volumi in Inghilterra è definita col termine “saloon”, in Germania “limousine” ed in Francia “berline”. (vedi berlina 3 volumi).

Shooting Brake: con tale denominazione ci si riferisce a due tipi di autovetture: le coupé due porte particolarmente spaziose, di lusso, con portellone ed ampio bagagliaio; le station wagon-coupé dotate di quattro porte più il portellone posteriore, caratterizzate da una linea sportiva, bassa e marcatamente slanciata. Un esempio di shooting brake-coupé è la Ferrari GTC4 Lusso; per quelle station wagon, il modello più rappresentativo è la Mercedes CLS Shooting Brake (in foto).

 

Coupé-Cabriolet: è così definita l’autovettura dotata di un tetto rigido a scomparsa, scomponibile e ripiegabile in più parti (a seconda dei modelli il tetto si scompone in due o in tre porzioni mediante un meccanismo a comando elettrico), così da trovare spazio anche nei bagagliai di volume ridotto. Chiusa si presenta come una coupé, col tetto ripiegato si trasforma in una cabriolet. Il tetto può essere aperto o richiuso anche con auto in movimento, ma a basse velocità. Può presentarsi con una carrozzeria coupé 2 posti o coupé 4 posti (o 2+2). Alcuni esempi di questo tipo di autovettura sono: la Mercedes SLC (che ha sostituito la famosissima SLK), la Mercedes SL, e la BMW Serie 4 Cabriolet con 4 posti (in foto).

 

 Cabriolet (autovettura decappottabile): questa autovettura è dotata di una capote in tela rinforzata e ripiegabile su se stessa, con lunotto posteriore in vetro incorporato, al posto del normale tetto rigido; la cabriolet detta anche “cabrio” o “scoperta” può derivare da una berlina 2 volumi o 3 volumi o essere figlia di un progetto a sé stante (cabriolet originale); ha due porte e può accogliere fino a quattro passeggeri compreso il conducente. Ha una linea decisamente sportiva, e dei motori più potenti delle normali berline, e mancando il tetto rigido, la struttura di essa viene opportunamente rinforzata per garantire più sicurezza agli occupanti: alcune cabriolet hanno il roll-bar fisso per proteggere i passeggeri in caso di ribaltamento, altre invece ce l’hanno estraibile, anche la cornice del parabrezza è rinforzata. L’apertura e la chiusura della capote (nota tecnicamente col termine “capote a mantice” per come si ripiega su se stessa) è comandata elettricamente, e possono essere effettuate anche con auto in movimento. La cabriolet può essere dotata di “hard top” ossia un tetto rigido da usare nei mesi invernali al posto della capote in tela (capote rigida). Alcuni esempi di autovettura cabriolet sono: l’Audi A5 Cabriolet (in foto, derivata dalla A5 3 volumi) e la Opel Cascada (cabriolet originale con carrozzeria 2 volumi), il Maggiolino Cabriolet della Volkswagen.

 

Spider (Roadster): è una vettura cabriolet con soli due posti e di chiara impostazione sportiva, nella linea come nel motore, può essere dotata di capote in tela o di tetto rigido a scomparsa, entrambi con apertura e chiusura comandate elettricamente; come nella cabriolet, quella con la capote in tela, può essere dotata di hard top. La spider può derivare dalla trasformazione di una coupé oppure avere una forma originale, quindi essere un modello dalla linea esclusiva (spider originale). La struttura della spider è rinforzata, il roll-bar a protezione degli occupanti in caso di cappottamento è collocato, in due parti distinte, dietro i poggiatesta; la cornice del parabrezza è rinforzata. Il termine “roadster” è usato principalmente in Inghilterra e negli Stati Uniti d’America per indicare appunto la spider. Alcuni esempi di vettura spider sono: la Ferrari 458 Spider derivata dalla Ferrari 458 Italia;  la Mazda MX-5 e la Fiat 124 Spider (in foto, che ha sostituito la Fiat Barchetta), che sono invece spider dalla linea originale.

Barchetta: assume tale nome l’autovettura con carrozzeria spider in cui sono assenti la capote, i finestrini laterali, ed il parabrezza si presenta molto ridotto, diviso in due parti in corrispondenza dei due posti, o proprio inesistente; come le cabriolet e le spider può montare un hard top (capote rigida). A coniare il termine “barchetta” fu l’Avv. Gianni Agnelli, imprenditore e Presidente della FIAT, quando osservando per la prima volta la Ferrari 166 MM (prodotta dal 1948 al 1953), esclamò appunto: “ma questa non è una macchina; è una barchetta”. Oggi, in particolare, con tale tipo di carrozzeria vengono realizzate in pochi ed elaborati esemplari alcune auto supersportive o da corsa, come per la spettacolare ed estrema Lamborghini Aventador J, prodotta nel 2012, in un solo esemplare, in versione barchetta (in foto).

 

Targa: tra la coupé e la spider si inserisce l’autovettura con linea palesemente sportiva definita “targa”, caratterizzata dalla carrozzeria chiusa dietro i sedili anteriori. Essa si presenta con un robusto montante centrale che funge da roll-bar, ed è dotata di un  tetto a scomparsa (in tela o in materiale rigido, ed in un unico pezzo) comandato elettricamente (tettino ripiegabile) oppure asportabile manualmente (tettino asportabile); posteriormente, al di sopra della fiancata, la carrozzeria può essere completamente in vetro o presentare il lunotto inserito in essa come accade per le coupé. Questo tipo di autovettura può avere soltanto 2 posti anteriori oppure avere configurazione 2+2 (2 posti anteriori e 2 posti posteriori molto piccoli noti come posti di fortuna o strapuntini), può derivare da una coupé, oppure avere una linea originale, come nel caso della Lotus Elise; la Porsche 911 Targa 4 (in foto) attualmente in produzione, è la versione targa della Porsche 911 Carrera.

 

Berlinetta: è definita così la coupé supersportiva dalla linea aerodinamica, caratterizzata dall’anteriore basso ed allungato e da un lunotto la cui inclinazione non va oltre i 45°, rispetto alla linea orizzontale del tetto, e che si allunga fino a terminarsi nella coda, la quale ha un andamento pressoché verticale dando, all’osservatore, l’impressione di essere tronca in proporzione all’anteriore allungato e slanciato. Come le normali coupé, ha 2 porte e 2 posti a sedere (può avere configurazione 2+2). Nella foto la Ferrari 812 Superfast che ha sostituito la F12 Berlinetta.

La Ferrari 812 Superfast, favoloso esempio di carrozzeria berlinetta 

 

Extreme-Coupé (coupé estrema): carrozzeria coupé a due posti secchi, dalla forma a cuneo, estremamente bassa e slanciata, dotata di varie appendici aerodinamiche (spoiler, alettone, prese d’aria, estrattori, ecc.) allo scopo di aumentare la deportanza e dunque la tenuta di strada alle alte velocità. In tali auto, la cui altezza è inferiore ad 1,20 metri, vari componenti (ad es. parti della carrozzeria, del telaio, del motore, ecc..) sono costruiti con materiali principalmente utilizzati nelle vetture da competizione o in ambito aeronautico. Le vetture Extreme-Coupé si caratterizzano per avere dei motori dalle elevate prestazioni simili, se non uguali, a quelle delle vetture da pista (velocità massima superiore a 300 km/h; accelerazione da 0 a 100 km/h in meno di 4 secondi). Alcuni esempi di auto con carrozzeria extreme-coupé sono la Ferrari F 40, la Lamborghini Countach (in foto), la Lamborghini Aventador, le Mc Laren Sport Series e Super Series, l’ Honda NSX, ecc…

La Lamborghini Aventador LP 750-4 Superveloce, mirabile esempio di vettura con carrozzeria Extreme-Coupé

  

Limousine: è una autovettura di rappresentanza con carrozzeria berlina 2 o 3 volumi a passo allungato, derivata da un modello già in produzione; può avere da tre a cinque finestrini per ogni lato o anche più, in quelle di dimensioni eccezionali. L’interno è composto di due ambienti separati, quello destinato al conducente (cabina di guida) e quello privato dedicato ai passeggeri che prende il nome di “abitacolo padronale”. Generalmente sono presenti tre file di sedili: una fila di sedili anteriori per la cabina di guida con due posti a sedere; per l’abitacolo padronale possono esservi due divani disposti frontalmente oppure un solo divano disposto ad L lungo una fiancata (i posti a sedere vanno da 4 a 12). Alla cabina di guida si accede mediante le due porte anteriori come nelle normali autovetture; per i posti posteriori c’è solo una portiera laterale (in quelle ancora più lunghe ve ne possono essere anche due sullo stesso lato o una per lato); Gli interni sono lussuosi e confortevoli, dotati di telefono, tv, radio, tavolino, frigobar, vetri privacy, luci soffuse, moquette, ecc.. Viene acquistata o usata da uomini di affari, politici e personaggi dello star system; oggi, viene anche noleggiata come auto da cerimonia. Derivando perlopiù da un modello già esistente che viene appunto modificato nel passo, prende il nome dell’auto da cui nasce, al quale poi si aggiunge l’appellativo “limo”, diminutivo di limousine. Alcune limousine derivano da auto sportive come la Porsche Panamera Limousine (in foto) dotata di due portiere posteriori con apertura ad ali di gabbiano, o da autovetture SUV-Fuoristrada come la Hummer H2 Limousine, ecc..

 

Crossover (Minisuv): il termine crossover indica quelle autovetture che presentano una carrozzeria mista ossia fondono le caratteristiche di differenti tipi di carrozzeria; tali auto infatti, in linea generale, sono una via di mezzo tra le berline 2 volumi ed i SUV. Le loro caratteristiche peculiari sono lo spazio e quindi un maggior confort per i passeggeri, e una maggiore altezza da terra che aumenta visibilità e sicurezza. Si distinguono in piccole, medie e grandi crossover, a seconda della loro lunghezza; le grandi crossover somiglianti a delle station wagon rialzate e molto ingrandite nelle dimensioni, vengono dette “Crossover-Suv” (un esempio di crossover-suv è la Fiat Freemont); sono dette per questo Minisuv. Le autovetture Gran Turismo come la BMW Serie 6 Gran Turismo possono essere considerate anch’esse crossover. Esempi di autovettura crossover sono la Fiat 500 X, la Mini Countryman, e la Infiniti QX 30 (in foto).

 

SUV: tale carrozzeria è un incrocio tra quella della berlina e quella dei tradizionali fuoristrada (jeep); tale tipo di autovettura, caratterizzata dalla robustezza, è adatta principalmente alla strada ma può anche muoversi su percorsi off-road. I Suv si suddividono per le loro dimensioni in Mini-Suv (meglio noti come Crossover), Compact-Suv (cioè Suv Medie), e Ful-Size Suv (Maxi Suv). A questa distinzione si aggiungono anche le “Crossover Suv” che rialzate nell’assetto e somiglianti nella carrozzeria a delle vetture familiari, diventano delle Suv allungate (come per la già citata Fiat Freemont); e le “Suv Coupé” (es. BMW X6) che rispetto alle Suv tradizionali hanno una linea più filante, grintosa, e dunque sportiveggiante. In foto la Range Rover Sport, che è un Maxi Suv.

 

Fuoristrada (Jeep): le autovetture di questo tipo hanno una carrozzeria berlina due volumi o station wagon, con una linea piuttosto squadrata dotata di paraurti sporgenti, passaruota pronunciati, pedane laterali e fiancate rinforzate; possono avere tre o cinque porte; la loro caratteristica principale è la robustezza strutturale e la maggiore altezza da terra; il loro abitacolo ospita fino a sette posti compreso quello del conducente. Il tetto è rigido, ma possono essere in versione pick-up o telonata. Generalmente la ruota di scorta è ancorata al portellone posteriore che è ad apertura laterale. Un esempio di carrozzeria fuoristrada è riconoscibile nella Land Rover Defender 90 (in foto).

 

Pick-up: la carrozzeria di questi veicoli si compone di due parti: la cabina e il cassone. La cabina può essere singola o doppia: nel primo caso ha soltanto una fila di sedili, nel secondo caso ne ha due; possono avere 2 o 4 porte e ospitare fino a cinque passeggeri, compreso il conducente. Il cassone può anche essere chiuso con un hard top (tetto rigido asportabile). I pick-up hanno l’assetto rialzato ed una struttura rinforzata, con una linea imponente e poco aerodinamica. La foto mostra la carrozzeria del veicolo pick-up “Fullback” con doppia cabina e hard top rimovibile, prodotto dalla Fiat.

 

  1. I modelli prodotti in un numero limitato di esemplari o in serie speciale

Fuoriserie: con tale termine si definisce un’autovettura realizzata in pochi esemplari. Può essere un modello richiesto dal compratore e basato quindi su un apposito progetto, oppure un’auto modificata nella carrozzeria, e dotata di un allestimento interno esclusivo curato artigianalmente; migliorie che rendendola unica, ne fanno innalzare di molto il prezzo da essere, per questo, destinata a pochi privilegiati acquirenti. Sono fuoriserie ad esempio alcune berline realizzate esclusivamente per i capi di Stato come per le alte gerarchie religiose, alcune sportive realizzate appositamente su richiesta di personaggi famosi, o autovetture ordinate da personalità di rango nobiliare ed ancora persone molto facoltose, ecc.. La foto mostra la Ferrari SP12 EC realizzata nel 2012, in un unico esemplare, per Eric Clapton, famoso cantante inglese. La coupé, in base alla sua richiesta, nella linea doveva essere somigliante alla Ferrari 512 BB da lui posseduta da giovane (le lettere EC sono le iniziali del nome e del cognome dell’artista). Rientra nella categoria fuoriserie anche l’auto definita “serie speciale” perché realizzata in pochi esemplari e migliorata nella potenza del motore, nella aerodinamica, ecc…

 

Versione Speciale (serie speciale): l’autovettura definita con questo termine rappresenta l’evoluzione, in termini di migliorie al motore (aumento di potenza e cilindrata), alla carrozzeria, all’aerodinamica, all’assetto, alle prestazioni, ecc…, del medesimo modello. Alcuni esempi di autovettura in “versione speciale” sono: la Ferrari 458 Speciale (in foto) e la Lamborghini Aventador LP-750 4 Superveloce che sono appunto rispettivamente l’evoluzione della Ferrari 458 Italia e la Lamborghini Aventador. Anche le “berline sportive” possono considerarsi delle versioni speciali delle berline da cui derivano.

 

Prototipo: si definisce prototipo l’autovettura sperimentale ossia quella realizzata in base al progetto e che in virtù delle prove statiche e dinamiche a cui è sottoposta, consente di passare alla produzione in serie della vettura. Le prove consistono nel testare la resistenza dei materiali nei vari sforzi di torsione, flessione e affaticamento; di allineamento, apertura e chiusura delle parti mobili; prove d’urto e crash; prove aerodinamiche; prove di affidabilità, funzionalità e durata: come nel caso della manutenzione, della sicurezza, del comfort, dell’economia di esercizio, ecc…. I prototipi che vediamo a volte circolare per strada prima del debutto, con la carrozzeria mascherata (nel caso di auto di nuova produzione come per il restyling di autovetture già esistenti sul mercato), vengono detti “muletti”. Per le case costruttrici alcune autovetture restano prototipi, perchè ritenute non più rispondenti alle esigenze del mercato, rispetto ad altri modelli a cui le stesse stanno lavorando. Nella foto, ben mascherato, sul circuito del Nurburgring, è visibile il prototipo della Ferrari 488 GTO che dovrebbe entrare in produzione nel 2019.

 

Concept Car: la concept car è un “prototipo futuristico” destinato allo sviluppo e all’implementazione di alcuni aspetti e temi specifici quali possono essere quelli tecnici, aerodinamici, stilistici, ergonomici, tecnologici,  andando oltre gli standard produttivi del periodo in cui essa viene concepita. Le concept car hanno la funzione di prefigurare la produzione futura delle case costruttrici; vengono presentate ai saloni delle auto affinché il pubblico e i media possano scorgere in esse cosa il futuro prospetta per le auto, in termini di evoluzione del design, della versatilità, della tecnologia, delle prestazioni e della sicurezza, dei materiali utilizzati, dell’impatto sull’ambiente, ecc…. In foto la concept car “Trezor” della Renault, realizzata nel 2016.

 

One-off (Esemplare unico): l’autovettura che assume tale appellativo è realizzata in unico esemplare; è omologata per la circolazione stradale e rientra nella categoria delle vetture fuoriserie. Un esempio di autovettura one-off è la Ferrari Testarossa Spider (in foto) realizzata nel 1986 per l’ Avv. Gianni Agnelli nell’esclusiva tinta argento metallizzato. Le auto one-off sono molto ambite dai collezionisti di auto perché assumono, col tempo, valori economici elevati, proprio per la loro unicità, e vengono vendute all’asta al miglior offerente (vendita all’incanto).

 

Dream car e Fantastic car: sono considerate “dream car” (auto da sogno) le autovetture molto costose che solo pochi fortunati danarosi possono permettersi, restando invece un sogno per gli altri; sono “fantastic car” quelle che, realizzate dalle case automobilistiche o da carrozzerie specializzate, hanno lo scopo di attirare l’attenzione del pubblico e sono dette per questo anche “show car”. Tali auto vengono disegnate e prodotte sulla scorta di modelli tratti dal mondo dei fumetti o sono frutto della creatività di disegnatori che lavorano nel cinema, ecc.. Sono perlopiù vetture da esposizione, prodotte in unici o pochi esemplari, con caratteristiche estetiche tali da apparire delle supercar potenti e tecnologiche anche se, in molti casi, le doti prestazionali e la tecnologia di bordo non sono ai massimi livelli. Gli alti costi di realizzazione impediscono ai costruttori di produrle in serie. In foto una delle “Fantastic car” più note al mondo: la Batmobile (l’auto del supereroe Batman) disegnata da Tim Burton. Un’altra famosa fantastic car è la Pontiac Firebird Trans Am Kitt della serie televisiva americana “Supercar” degli anni ’80, un’auto dotata di computer parlante, pilota automatico, radar, scanner, telecamere, sedili anteriori eiettabili, carrozzeria, finestrini e pneumatici blindati, ecc. (foto a sinistra).

Batmobile

 

Supercar Kitt

 

  1. I tre standard di produzione delle automobili

Generalista: le case produttrici si dicono “generaliste” perchè le vetture da esse prodotte differiscono da quelle di categoria premium per la loro qualità: sono automobili destinate ad una clientela più ampia e meno esigente, attenta più all’essenziale che alla cura dei dettagli che nelle autovetture premium è di livello eccellente.

Tale differenza si percepisce immediatamente nel prezzo: confrontando due autovetture, entrambe dello stesso segmento, vedremo che quella realizzata da un marchio generalista costerà meno di quella prodotta da un marchio premium. Le auto prodotte dalle case generaliste appartengono a quasi tutti i segmenti, dalle utilitarie alle sportive, dai suv ai fuoristrada. I marchi generalisti non producono autovetture di lusso e neanche autovetture di categoria premium; alcuni modelli, definiti “alto di gamma” o “top di gamma”, possono presentare caratteristiche delle auto di livello premium.

Alcuni marchi generalisti: Buick, Chevrolet, Chrysler, Citroen, Dacia, Daewoo, Daihatsu, Dodge, Fiat, Fiat Professional, Ford, Honda, Hyundai, Kia, Mazda, Mitsubishi, Nissan Opel, Peugeot, Renault, Seat, Skoda, Subaru, Suzuki, Tata, Toyota, Vauxhall, Volkswagen.

Premium: le case produttrici si definiscono “premium” per due ragioni: il prestigio del marchio e la qualità delle automobili realizzate che appunto si distinguono da quelle dalle case generaliste in termini di comfort, materiali utilizzati, attenzione ai dettagli, alle dotazioni di serie ed agli optional disponibili a richiesta, ecc… e per questo, sono destinate ad una clientela che ama distinguersi; infatti, si può dire che: in chi acquista un’auto di categoria premium viene prima la passione per l’auto e poi il suo utilizzo, mentre per il cliente generalista è il contrario. Non è solo la qualità in sé, anch’essa degna di nota, a far lievitare notevolmente il prezzo di una autovettura premium, ma è il marchio stesso che funge da valore aggiunto all’elevato standard qualitativo del prodotto. Le case premium producono tutti i tipi di automobili ed alcune di esse producono anche autovetture Luxury.

Alcuni marchi Premium: Abarth, Acura, Alfa Romeo, Audi, BMW, Cadillac, Chrysler, Dodge, DS, Genesis, Infiniti, Jeep, Lancia, Land Rover, Lexus, Lincoln, Mercedes, Mini, Smart, SRT, Volvo.

Luxury: rientrano nella categoria Luxury tutti quei marchi che producono autovetture di lusso e che realizzano sportive lussuose. Alcuni di essi producono anche autovetture Premium.

Alcuni marchi Luxury: Audi, Bentley, BMW, Bugatti, Ferrari, Jaguar, Lamborghini, Land Rover, Lexus, Maserati, Mercedes, Mercedes AMG, Porsche, Rolls- Royce.

 

  1. Le categorie commerciali

Auto Nuove: le auto nuove sono quelle che non hanno mai circolato; sono ancora da immatricolare e targare, possono essere acquistate presso le concessionarie (che acquistano le automobili direttamente dalla casa madre per poi venderle ai clienti) o rivolgendosi ai rivenditori autorizzati (che dipendono dalle concessionarie).

I concessionari come i rivenditori autorizzati possono essere monomarca o multimarca, cioè vendere le auto di uno o più marchi. La garanzia per le auto nuove è di due anni (24 mesi).

 

Auto Usate: le auto usate sono quelle già immatricolate, targate e appartenute ad uno o più proprietari e possono essere acquistate privatamente (direttamente dal proprietario), presso i venditori di auto (concessionarie e rivenditori autorizzati), o rivolgendosi a semplici commercianti d’auto. Le auto usate acquistate presso concessionari, rivenditori e commercianti, sono ricevute in permuta o tenute in conto vendita.

 

Auto Km 0: le auto Km 0 sono auto nuove ma già immatricolate, targate e intestate alla Concessionaria; rispetto alle auto nuove da immatricolare hanno il vantaggio di essere in pronta consegna e di essere proposte con uno sconto sul prezzo che può oscillare tra il 20% e il 30%. Coloro che decidono di acquistare un’auto Km 0 devono accontentarsi delle versioni, dei motori e dei colori disponibili al momento dell’acquisto; possono avere percorso alcuni chilometri, ma pochi per paragonarle alle auto usate (infatti non superano i 100 chilometri) e la garanzia per esse è valida per un anno, (alcuni concessionari offrono la garanzia fino a 24 mesi). Lo sconto può raggiungere anche il 40% se l’auto Km 0 è di fine serie, ossia una vettura non più in produzione, ormai sostituita dal nuovo modello.

 

Auto Aziendali: le auto aziendali appartengono alle aziende ed alle imprese che le utilizzano per vari scopi: posso essere date in uso ai dipendenti o essere utilizzate dagli stessi titolari. Anche le concessionarie ne fanno uso ad es. come auto dimostrative. Le flotte di auto aziendali vengono rinnovate ogni 2 o 3 anni (in alcuni casi anche dopo 1 anno di utilizzo e con un basso chilometraggio) e non percorrono più di 30 mila chilometri. Rimesse sul mercato dalle concessionarie e dai rivenditori, possono essere proposte con uno sconto uguale o maggiore alle auto Km 0.

 

Auto d’Epoca e Auto Storiche:

Si considera auto d’epoca quell’automobile che ha più di 30 anni di età e che per le sue caratteristiche, è un modello di interesse collezionistico; tale autovettura non può circolare sulle strade, può essere utilizzata solo per esposizione, in mostre e fiere (in occasione di tali eventi è necessario che abbia un foglio di via libera e una targa provvisoria) o essere conservata nei musei delle automobili. Solo dopo essere stata sottoposta ad alcuni controlli effettuati da tecnici esperti della Motorizzazione Civile, affinché venga accertato che il veicolo è originale in ogni sua parte, può essere rilasciato il certificato utile ad attestare che quel modello è, effettivamente, un’auto d’epoca.

L’auto storica al contrario di quella d’epoca può circolare sulle strade, deve essere registrata all’ASI (Automotoclub Storico Italiano) o in alternativa possedere il Certificato di Rilevanza Storico-Collezionistica, a cui si può aggiungere il Certificato di Datazione e Storicità che conferma l’originalità delle varie parti del veicolo. Le auto d’epoca e le auto storiche godono di una forte riduzione del costo della tassa di possesso e dell’assicurazione, quest’ultima solo per quelle che possono circolare; a seconda dei modelli, della marca, dell’età ed in base alla qualità della conservazione, il valore economico di esse aumenta col passare degli anni. Nella foto in alto, è visibile uno scorcio del Museo Alfa Romeo di Arese.

 

  1. Le auto sportive da competizione

Monoposto: autovettura a ruote scoperte per gare di Formula 1, Formula 2, Formula 3 e 4 (gare su pista). In foto la Ferrari monoposto SF70H per il Campionato Mondiale di Formula 1 del 2017.

Indy Car: sono autovetture monoposto a ruote scoperte utilizzate nella competizione 500 Miglia di Indianapolis (gara su circuito   a pista ovale).

Stock Car: berline sportive derivate da quelle di serie usate nelle competizioni Nascar Sprint Cup Series (gare su pista).

GT Car (Gran Turismo): autovetture sportive gran turismo derivate da supersportive stradali (gare su pista)

Rally Car: berline sportive derivate da quelle di serie, usate nelle competizioni di rally tenute su strade asfaltate o sterrate.

Kart: autovetture monoposto di ridotte dimensioni, a 4 ruote scoperte prive di carrozzeria, con telaio in tubolari di acciaio e motore a scoppio, usate per le gare di karting su pista.

A queste si aggiungo altri tipi di competizioni dove a gareggiare sono i fuoristrada, le auto d’epoca, e ancora altri tipi di autovetture.

 

  1. Saloni e Musei delle Auto

I Saloni delle auto sono delle esposizioni, organizzate dall’OICA cioè l’Organizzazione Internazionale dei Costruttori delle Automobili, a cadenza annuale o biennale, in occasione dei quali i produttori, presentano al pubblico e ai media i nuovi modelli, il restyling dei modelli già in commercio e le concept car. Nella foto una panoramica dell’ultimo Salone dell’Auto di Ginevra tenutosi dal 9 al 19 marzo 2017.

 

Saloni delle Auto nel Mondo

Italia: Salone dell’auto di Torino (Parco Valentino)

Italia: Motor Show di Bologna

Francia: Salone dell’auto di Parigi

Spagna: Salone dell’auto di Barcellona

Germania: Salone dell’auto di Francoforte

Svizzera: Salone dell’auto di Ginevra

Belgio: Salone dell’auto di Bruxelles

Paesi Bassi/Olanda: Salone dell’auto di Amsterdam (noto come AutoRai)

Inghilterra: Goodwood Festival of Speed

Stati Uniti: Salone dell’auto di Detroit

Stati Uniti: Salone dell’auto di Chicago

Stati Uniti: Salone dell’auto di Los Angeles

Stati Uniti: Salone dell’auto di New York

Cina: Salone dell’auto di Pechino

Cina: Salone dell’auto di Shanghai

Giappone: Salone dell’auto di Tokyo

 

 

 

Musei delle auto in Italia

I musei conservano alcuni modelli di auto non più in produzione sia recenti che d’epoca, che hanno fatto la storia dell’automobile italiana. I più importanti in Italia sono:

Maranello: Museo Ferrari

Modena: Casa Ferrari

Arese: Museo Alfa Romeo

Torino: Museo dell’Automobile

Torino: Centro Storico Fiat

Cambiano (TO): Museo Pininfarina

Sant’Agata Bolognese: Museo Lamborghini

Funo di Argelato: Museo Ferruccio Lamborghini

Modena: Umberto Panini Motor Museum Maserati

Mantova: Museo Tazio Nuvolari

Verona: Museo Nicolis

Brescia: Museo Mille Miglia

Reggio Emilia: Museo dell’auto di San Martino

Gorizia: Museo Gratton

Roma Eur: Museo delle auto della Polizia

Romano D’Ezzelino (VI): Museo Bonfanti Vimar

Collesano (PA): Museo Targa Florio

 

Oltre ai Saloni Internazionali, e ai Musei citati sopra, si aggiungono tante altre Fiere e Concorsi di Eleganza dedicati alle auto in Italia, ne citiamo solo alcuni:

Roma: Roma Motor Show

Milano: Milano Auto Classica

Padova: Auto e Moto d’Epoca

Torino: Automotoretrò

Lago di Como: Concorso di Eleganza Villa d’Este per le Auto d’Epoca.

E vi sono tante altre mostre e raduni disseminati dal nord al sud dell’Italia dove si scambiano o acquistano auto, moto, ricambi d’epoca, gadget automobilistici, ecc…

 

FABIO BERGAMO

 

 

 

Attenzione: Se i soggetti o gli autori delle immagini utilizzate in questo articolo riconoscessero una violazione di copyright potranno segnalarlo alla redazione, che provvederà prontamente alla rimozione delle stesse.

 

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